Pasqua di Risurrezione 2021

Buona S. Pasqua!

Particolare dell'Arca di Sant'Agostino: Cristo glorioso

Particolare dell’Arca di Sant’Agostino: Cristo glorioso

Dai “Discorsi” di sant’Agostino, vescovo (Serm 236, 2-3)

I discepoli di Emmaus

Quando Cristo morì, i suoi discepoli lasciarono cadere dal loro animo questa speranza, questo dono, questa promessa, questa grazia così segnalata, e vedendolo morto persero ogni speranza. Osservate! Si riferisce loro che è risorto e le parole di chi reca tale annunzio vengon prese per allucinazioni di menti folli. La verità era diventata quasi una follia. […] Ecco la situazione in cui si trovavano i discepoli dopo la morte di Cristo: ciò che a noi incute orrore, questo erano diventati loro.  […] E passiamo a quei due ai quali Cristo apparve lungo la via ma i loro occhi erano impediti dal riconoscerlo. Le loro parole manifestano lo stato del loro cuore; la voce è testimone di ciò che passava nel loro animo: testimone, dico, per noi, poiché a Cristo era palese il cuore di per se stesso. Parlavano fra loro della sua morte. Egli si unì a loro come terzo compagno di viaggio. Egli, che era la via, cominciò a dialogare con loro lungo la via e attaccò il discorso. Pur sapendo tutto, chiede di che cosa stiano parlando e, fingendosi ignaro dei fatti, vuol provocare la confessione. Gli dicono: Tra i pellegrini convenuti a Gerusalemme tu sei certo il solo che non sai cosa sia successo in città durante questi giorni, che non sai di Gesù Nazzareno che fu un grande profeta! (Lc 24, 18-19). Non più Signore ma profeta! Dopo la morte di lui, credevano che questo egli fosse stato. Lo veneravano ancora come profeta, sebbene non lo riconoscessero come Signore non solo dei profeti ma anche degli angeli. Continuano: I nostri anziani e i sommi sacerdoti lo consegnarono perché fosse condannato a morte. Ed ecco, questo è il terzo giorno da quando queste cose sono accadute. Eppure noi speravamo che egli sarebbe stato il redentore d’Israele. (Lc 24, 20-21). È questa tutta la vostra pena? Speravate! Siete ora nella disperazione? Come vedete, avevano perduto ogni speranza. Egli allora cominciò a spiegar loro le Scritture, in modo che imparassero a riconoscere Cristo proprio dal punto dove s’erano allontanati da Cristo. Avevano perso la speranza in Cristo perché lo avevano visto morto. Egli al contrario spiega loro le Scritture argomentando in modo che si persuadessero che, se non fosse morto, non sarebbe potuto essere Cristo. Da Mosè, dalle Scritture successive e dai profeti trasse l’insegnamento di quel che aveva loro detto, che era necessario che il Cristo morisse e così entrasse nella sua gloria (Lc 24, 26).Udendo godevano e sospiravano; e, come essi stessi confessano, ardevano; ma non riconoscevano la luce lì presente.

Che sorta di mistero, miei fratelli! Entra in casa loro, si fa loro ospite e, mentre era rimasto sconosciuto lungo tutto il cammino, lo si riconosce allo spezzare del pane (Cf. Lc 24, 30-31). Imparate ad accogliere gli ospiti, nella cui persona si riconosce Cristo. O che non sapete ancora che, tutte le volte che accogliete un cristiano, accogliete Cristo? Non lo dice forse lui stesso: Ero forestiero e mi avete accolto? E se gli replicheranno: Ma quando, Signore, ti abbiamo visto forestiero, risponderà: Tutte le volte che l’avete fatto a uno dei miei fratelli, fosse anche il più piccolo, l’avete fatto a me (Mt 25, 35. 38. 40). Quando dunque un cristiano accoglie un altro cristiano, è un membro che si pone al servizio di un altro membro, e con questo reca gioia al capo, che ritiene dato a sé ciò che si elargisce a un suo membro. Ebbene, finché siamo quaggiù, si dia il cibo a Cristo che ha fame, si dia da bere a lui assetato, lo si vesta quando è nudo, lo si ospiti quand’è pellegrino, lo si visiti quando è malato. Queste cose comporta l’asperità del cammino. Così dobbiamo vivere nel presente pellegrinaggio durante il quale Cristo è nel bisogno: ha bisogno nei suoi, pur essendo pieno di tutto in sé. Ma colui che nei suoi è bisognoso, mentre in sé abbonda di tutto, convocherà attorno a sé tutti i bisognosi. E vicino a lui non ci sarà più né fame né sete, né nudità né malattia, né migrazioni né stenti né dolore. So che tutti questi bisogni lassù non ci saranno, ma non so cosa ci sarà. Che tutte queste cose non ci saranno l’ho potuto apprendere; quanto invece a quel che troveremo lassù, non c’è stato occhio che l’abbia visto né orecchio che l’abbia udito né cuore d’uomo in cui sia penetrato (1 Cor 2, 9). Lo possiamo amare, lo possiamo desiderare; durante il presente esilio possiamo sospirare il possesso di un tanto bene; ma non possiamo raggiungere col pensiero né spiegare adeguatamente a parole quel che esso sia, o, per lo meno, io non ne sono capace. Cercatevi pure, o fratelli, qualcuno che abbia tale capacità, e, se vi riuscirà di trovarlo, trascinate da lui anche me insieme con voi perché divenga suo discepolo. Quanto a me, so una cosa sola, che cioè Dio – come dice l’Apostolo – ha la potenza di compiere opere che superano la nostra facoltà di chiedere e di comprendere (Eph 3, 20). Egli ci condurrà là dove si realizzeranno le parole scritturali: Beati coloro che abitano nella tua casa! Ti loderanno nei secoli dei secoli (Ps 83, 5). Tutta la nostra occupazione sarà la. lode di Dio. E cosa loderemo se non ciò che ameremo? E null’altro ameremo se non ciò che vedremo. Vedremo la verità, e questa verità sarà Dio stesso, di cui canteremo la lode. Lassù troveremo ciò di cui oggi abbiamo cantato: troveremo l’Amen, cioè Quel che è vero, e l’Alleluia, cioè: Lodate il Signore.

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Aprile 2021 in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

Cari amici,

ecco il Foglio delle Informazioni della Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro per il mese di aprile 2021

1) SETTIMANA SANTA

-GIOVEDI 1, VENERDI’ 2, SABATO 3: TRIDUO SACRO

-DOMENICA 4  APRILE: SOLENNITA’ DELLA PASQUA del SIGNORE.

A causa dell’emergenza pandemia da COVID 19, le celebrazioni della Settimana Santa devono essere partecipate secondo le norme del protocollo: numero di fedeli contingentato (circa 100); sanificazione delle mani; mascherina indossata sul viso, che deve coprire anche il naso; rispetto delle distanze tra persona e persona.

Le celebrazioni serali tengono conto del “coprifuoco” alle ore 22.00.

2) Sabato 24 APRILE: Festa della Conversione di S. Agostino

 Il programma delle celebrazioni liturgiche sarà reso pubblico appena possibile. 

3) A causa della pandemia di “Covid” il calendario delle celebrazioni di aprile potrebbe subire delle variazioni. Sarà nostra premura portare a conoscenza dei fedeli le disposizioni che saranno di volta in volta decise.

Arca di Sant'Agostino

Arca di Sant’Agostino

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Domenica delle Palme 2021

Cari amici Inizia la Settimana Santa in cui si compie nel Figlio l’Amore di Dio per l’uomo . Nella lettura del Vangelo di Marco colpisce il silenzio di Gesù: è un uomo senza più parole che, innocente, si arrende alla cattura, all’interrogatorio, al processo, alla tortura, è l’uomo sfinito che sale con bruciante fatica al Calvario. Scrive Agostino:” egli portò personalmente la sua croce. Ci diede un esempio di sopportazione e, camminando avanti a noi, ci mostrò cosa debba fare colui che vuole seguirlo. È quanto ci esortò a fare con la sua parola, quando disse: Colui che mi ama prenda la sua croce e mi segua. Porta in certo qual modo la sua croce colui che sostiene il peso della sua mortalità…” Gesù prende su di sé il nostro male, si fa “peccato”: tutto il nostro male, tutto il nostro dolore hanno quel volto. Il silenzio di Gesù renda silenzioso il nostro cuore perché  possiamo contemplare il Crocifisso e meditare l’obbedienza, l’offerta totale d’amore di Cristo che nella morte raccoglie e ridona la vita. E con Michele:

“Sarà nuova anche la mia  Gerusalemme

con gli affetti che ci sono e che terremo

sempre chiusi nel cuore; inni alzeremo

agli abbracci festosi degli amici

perché ogni lamento sarà canto

quando infine, lo so, rinasceremo

e la gioia cancellerà qualsiasi pianto.”

 

Sia Pasqua di Resurrezione per tutti noi

Buona Domenica

Anna e Marco

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Altare di San Pietro in Ciel d'Oro

Altare di San Pietro in Ciel d’Oro

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V Domenica di Quaresima 2021

Cari amici,

le letture di questa Domenica ci presentano Dio che si manifesta uomo-Figlio nell’imparare l’obbedienza dalle cose che patì e causa di salvezza per coloro  che gli obbediscono ( Paolo). E’ una lezione durissima questa: l’imparare dal patire. L’alleanza fra Dio e l’uomo passa attraverso  la morte, il segno più terribile per noi, in cui Gesù è in tutto nostro fratello. Scrive Agostino:” Mi pare di sentire nel mio animo ansioso la risposta del Signore che mi dice: Potrai seguirmi con più coraggio, poiché io mi sostituisco a te in modo che tu rimanga saldo: hai udito come tua la voce della mia potenza, ascolta in me la voce della tua debolezza…” e ancora per “quei molti che inevitabilmente si turbano per la loro debolezza, tu mostrando la debolezza del tuo corpo li consoli perché non cadano nella disperazione e periscano”

E con Anna

“Accanto a te, Madre, guardo al tuo Figlio,

agnello nel dono estremo, e sento

che in Lui per la mia gente è la vita.”

Buona Domenica

Anna e Marco

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Arca di Sant'Agostino, particolare, Agostino benedicente

Arca di Sant’Agostino, particolare, Agostino benedicente

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IV Domenica di Quaresima 2021

Cari amici, dalle letture proposte dalla liturgia della Parola nasce un invito vitale: operare la verità e venire alla luce, che ci coglie autenticamente nella nostra identità di uomini e donne. Scrive Agostino:”  Quando comincia a dispiacerti ciò che hai fatto, allora cominciano le tue opere buone, perché condanni le tue opere cattive… Operi la verità, e così vieni alla luce. Cosa intendo dire dicendo: operi la verità? Intendo dire che non inganni te stesso… Allora cominci a operare la verità, allora vieni alla luce, affinché sia manifesto che le tue opere sono state fatte in Dio.” Non c’é male, non c’é morte che ci perda alla vita se ci abbandoniamo con fiducia alla grazia e la vita reale è quella che nasce dentro di noi nell’ascolto, nella dedizione, nell’amore

E con Michele:

“Siamo opera tua, perle di luce

se sapremo brillare in questo buio

pure nel profondo dell’abisso,

nel mare aperto di  desolazione.

E potremo gioire (pure nel silenzio

di presenze e parvenze), di ogni sguardo,

dell’affetto che è  tua consolazione.”

Buona Domenica

Anna e Marco

Scarica il commento alla IV Domenica di Quaresima anno B 2021

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