42° Giornata di preghiera per la vita

Oggi si celebra la  42.ma Giornata di preghiera per la vita.

Il tema proposto quest’anno è: “Aprite le porte alla vita”. Nel 1979 nel famoso discorso tenuto in occasione del premio Nobel Madre Teresa diceva: “Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato”. La vita è bellezza, ammirala. La vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà… La vita è la vita, difendila.

Ecco il messaggio del Consiglio Episcopale Permanente della CEI  per la 42ª Giornata Nazionale per la Vita

Desiderio di vita sensata

1. “Che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?” (Mt 19,16). La domanda che il giovane rivolge a Gesù ce la poniamo tutti, anche se non sempre la lasciamo affiorare con chiarezza: rimane sommersa dalle preoccupazioni quotidiane. Nell’anelito di quell’uomo traspare il desiderio di trovare un senso convincente all’esistenza. 

Gesù ascolta la domanda, l’accoglie e risponde: “Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti” (v. 17). La risposta introduce un cambiamento – da avere a entrare – che comporta un capovolgimento radicale dello sguardo: la vita non è un oggetto da possedere o un manufatto da produrre, è piuttosto una promessa di bene, a cui possiamo partecipare, decidendo di aprirle le porte. Così la vita nel tempo è segno della vita eterna, che dice la destinazione verso cui siamo incamminati.

Dalla riconoscenza alla cura

2. È solo vivendo in prima persona questa esperienza che la logica della nostra esistenza può cambiare e spalancare le porte a ogni vita che nasce. Per questo papa Francesco ci dice: “L’appartenenza originaria alla carne precede e rende possibile ogni ulteriore consapevolezza e riflessione”. All’inizio c’è lo stupore. Tutto nasce dalla meraviglia e poi pian piano ci si rende conto che non siamo l’origine di noi stessi. “Possiamo solo diventare consapevoli di essere in vita una volta che già l’abbiamo ricevuta, prima di ogni nostra intenzione e decisione. Vivere significa necessariamente essere figli, accolti e curati, anche se talvolta in modo inadeguato”. 

È vero. Non tutti fanno l’esperienza di essere accolti da coloro che li hanno generati: numerose sono le forme di aborto, di abbandono, di maltrattamento e di abuso. 

Davanti a queste azioni disumane ogni persona prova un senso di ribellione o di vergogna. Dietro a questi sentimenti si nasconde l’attesa delusa e tradita, ma può fiorire anche la speranza radicale di far fruttare i talenti ricevuti (cfr. Mt 25, 16-30). Solo così si può diventare responsabili verso gli altri e “gettare un ponte tra quella cura che si è ricevuta fin dall’inizio della vita, e che ha consentito ad essa di dispiegarsi in tutto l’arco del suo svolgersi, e la cura da prestare responsabilmente agli altri”. 

Se diventiamo consapevoli e riconoscenti della porta che ci è stata aperta, e di cui la nostra carne, con le sue relazioni e incontri, è testimonianza, potremo aprire la porta agli altri viventi. Nasce da qui l’impegno di custodire e proteggere la vita umana dall’inizio fino al suo naturale termine e di combattere ogni forma di violazione della dignità, anche quando è in gioco la tecnologia o l’economia. 

La cura del corpo, in questo modo, non cade nell’idolatria o nel ripiegamento su noi stessi, ma diventa la porta che ci apre a uno sguardo rinnovato sul mondo intero: i rapporti con gli altri e il creato.

Ospitare l’imprevedibile

3. Sarà lasciandoci coinvolgere e partecipando con gratitudine a questa esperienza che potremo andare oltre quella chiusura che si manifesta nella nostra società ad ogni livello. Incrementando la fiducia, la solidarietà e l’ospitalità reciproca potremo spalancare le porte ad ogni novità e resistere alla tentazione di arrendersi alle varie forme di eutanasia. 

L’ospitalità della vita è una legge fondamentale: siamo stati ospitati per imparare ad ospitare. Ogni situazione che incontriamo ci confronta con una differenza che va riconosciuta e valorizzata, non eliminata, anche se può scompaginare i nostri equilibri. 

È questa l’unica via attraverso cui, dal seme che muore, possono nascere e maturare i frutti (cf Gv 12,24). È l’unica via perché la uguale dignità di ogni persona possa essere rispettata e promossa, anche là dove si manifesta più vulnerabile e fragile. Qui infatti emerge con chiarezza che non è possibile vivere se non riconoscendoci affidati gli uni agli altri. Il frutto del Vangelo è la fraternità.

La Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro

La Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

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Febbraio 2020 in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

Cari amici,

eccovi le novità del mese di febbraio 2020 in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. 

In particolare vi ricordiamo:

2 febbraio: 42.ma Giornata di preghiera per la vita

Il tema proposto quest’anno è: “Aprite le porte alla vita”. Nel 1979 nel famoso discorso tenuto in occasione del premio Nobel Madre Teresa diceva: “Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato”. La vita è bellezza, ammirala. La vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà… La vita è la vita, difendila.

Ricordiamo ai devoti di S. Rita che giovedi 13 febbraio inizia la pia pratica dei 15 giovedì di S. Rita. Ss. Messe alle ore 9 e 18.30 con predica, preghiera a S. Rita e bacio della reliquia.

In occasione della consueta iniziativa del Comitato, legata al ricordo della traslazione delle reliquie di S. Agostino a Pavia,  ricordiamo  che venerdì  28 Febbraio, alle ore 16.00, Luisa Erba illustrerà la Sacrestia dei Canonici con le grottesche restaurate nel 1994 da Paola Zanolini che, a sua volta interverrà spiegando il suo lavoro.

Vi aspettiamo!

Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, nuovo chiostro

Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, nuovo chiostro

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Gennaio 2020 in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

Cari amici buon 2020!

Ecco il Foglio Informativo di Gennaio 2020 relativo alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro.

Vi ricordiamo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: dal 18 al 25 gennaio si svolge la consueta Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, durante la quale siamo invitati a pregare e a riflettere sul tema: “Ci trattarono con straordinario umanità”. Il sussidio della prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani si focalizza sulla tragedia dei migranti e sul tema dell’accoglienza. Preparato dai cristiani delle varie Chiese presenti a Malta e a Gozo,  trae spunto dall’episodio raccontato dal capitolo finale degli Atti degli apostoli. Dopo una terribile tempesta, S. Paolo e gli uomini che sono insieme a lui sulla nave, riescono a salvarsi e vengono generosamente soccorsi dagli abitanti dell’isola di Malta (Sito vaticano).

 Inoltre  Sabato 25 gennaio il gruppo Cun propone il Recital “I passi di Dio”, con canti di P. Antonio Baldoni e testi di S. Agostino, presso il Monastero delle Monache Sacramentine di Vigevano, Via Trento 27,  alle ore 20.30.

Vi aspettiamo!

Arca di Sant'Agostino

Arca di Sant’Agostino

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La scomparsa del cardinale agostiniano Prosper Grech

Ieri è deceduto il Cardinale Prosper Grech, O.S.A., della Diaconia di Santa Maria Goretti, Docente emerito di varie Università romane e Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ecco il telegramma inviato dal Santo Padre Francesco al Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, Rev.mo P. Alejandro Moral Antón:

Telegramma del Santo Padre

REV.MO PADRE

P. ALEJANDRO MORAL ANTÓN, O.S.A.

PRIORE GENERALE DELL’ORDINE DI SANT’AGOSTINO

VIA PAOLO VI, 25

00193 ROMA

APPRESA LA NOTIZIA DELLA PIA DIPARTITA DEL VENERATO CARDINALE PROSPER GRECH, DESIDERO ESPRIMERE SENTIMENTI DI CORDOGLIO A LEI, ALL’INTERO ORDINE AGOSTINIANO ED AI FAMILIARI DEL CARO PORPORATO, VERSO IL QUALE HO SEMPRE NUTRITO GRANDE STIMA SIA PER LA SUA TESTIMONIANZA PERSONALE DI VITA CRISTIANA E CONSACRATA SIA PER IL SUO ESEMPLARE SERVIZIO ALLA FORMAZIONE DELLE NUOVE GENERAZIONI, SPECIALMENTE DEI SACERDOTI. NEL RICORDARE IL LUNGO E COMPETENTE SERVIZIO DA LUI SVOLTO COME DOCENTE IN VARIE UNIVERSITA’ ROMANE, COME PURE PRESTATO ALLA SANTA SEDE, INNALZO LA MIA PREGHIERA DI SUFFRAGIO AFFINCHE’ IL SIGNORE ACCOLGA LA SUA ANIMA NEL REGNO ETERNO DELLA LUCE E DELLA PACE E DI CUORE INVIO A LEI, AI CONFRATELLI ED A QUANTI NE PIANGONO LA SCOMPARSA LA BENEDIZIONE APOSTOLICA.

Il cardinale Prosper Grech, OSA, all'uscita della prima Congregazione generale dei cardinali in Vaticano

Il cardinale Prosper Grech, OSA, all’uscita della prima Congregazione generale dei cardinali in Vaticano

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Buon S.Natale!

 È spuntato per noi un giorno di festa, una ricorrenza annuale; oggi è il Natale del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo: la Verità è sorta dalla terra, il giorno da giorno è nato nel nostro giorno. Esultiamo e rallegriamoci! Quanto beneficio ci abbia apportato l’umiltà di un Dio tanto sublime lo comprendono bene i fedeli cristiani, mentre non lo possono capire i cuori empi, perché Dio ha nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le ha rivelate ai piccoli. Si aggrappino perciò gli umili all’umiltà di Dio, perché con questo aiuto tanto valido riescano a raggiungere le altezze di Dio; nella stessa maniera in cui, quando non ce la fanno da soli, si fanno aiutare dal loro giumento. I sapienti e gli intelligenti invece, mentre si sforzano di indagare sulla grandezza di Dio, non credono alle cose umili; e così trascurando queste non arrivano neanche a quella. Vuoti e frivoli, gonfi d’orgoglio, sono come sospesi tra cielo e terra in mezzo al turbinio del vento. Sono sì sapienti e intelligenti, ma secondo questo mondo, non secondo colui che ha creato il mondo. Se possedessero la vera sapienza, quella che è da Dio, anzi che è Dio stesso, comprenderebbero che Dio poteva assumere un corpo, senza per questo doversi mutare in corpo. Comprenderebbero che Dio ha assunto ciò che non era, pur rimanendo ciò che era; che è venuto a noi nella natura di uomo, senza essersi per nulla allontanato dal Padre; che è rimasto ciò che è da sempre e si è presentato a noi nella nostra propria natura; che ha nascosto la sua potenza in un corpo di bambino senza sottrarla al governo dell’universo. E come di lui che rimane presso il Padre ha bisogno l’universo, così di lui che viene a noi ha bisogno il parto di una Vergine. La Vergine Madre fu infatti la prova della sua onnipotenza: vergine prima del concepimento, vergine dopo il parto; trovata gravida senza essere resa tale da un uomo; incinta di un bambino senza l’intervento di un uomo: tanto più beata e più singolare per aver avuto in dono la fecondità senza perdere l’integrità. Quei sapienti preferiscono ritenere inventato un prodigio così grande anziché crederlo realmente avvenuto. Così nei riguardi di Cristo, uomo e Dio, non potendo credere alla natura umana, la disprezzano; non potendo disprezzare quella divina, non la credono. Ma quanto più essi lo disprezzano, tanto più noi accettiamo il corpo dell’uomo nell’umiltà del Dio; e quanto più essi lo ritengono impossibile, tanto più per noi è opera divina il parto verginale nella nascita del bambino.

Agostino, sermo 184

A tutti Buon S.Natale dalla comunità agostiniana di Pavia!

Buon S. Natale!

Buon S. Natale!

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