Recensione Catechesi di Sant’Agostino

Una straordinaria vitalità fa sì che le Confessioni di Sant’Agostino siano fra i libri  più letti al mondo dopo la Sacra Scrittura. In maniera analoga, quasi ogni giorno viene pubblicato un nuovo libro sul pensiero dell’Ipponate oppure una riedizione di un suo testo fondamentale. Vi sono frasi del Dottore della Chiesa che sono entrate nel patrimonio comune di citazioni dell’Occidente latino, è difficile persino fare un computo esatto di tutti gli scritti del Vescovo di Ippona la cui opera, già ai tempi di Isidoro di Siviglia (VI-VII sec.), era talmente vasta che nessuno poteva avere l’ardire di dire di averla letta tutta. A Pavia, dove il santo riposa dal sec. VIII nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, il libro dei pellegrini è scritto in tutte le lingue del mondo. Potremmo continuare… ma qual è la ragione di questa forza e freschezza? Perché definiamo Sant’Agostino un autore contemporaneo a tutti gli uomini di ogni epoca? Basta appena sfogliare l’imponente e utilissima “Catechesi di Sant’Agostino – Elementi di dottrina cristiana in lingua italiana”, ultima fatica in senso cronologico di Padre Vittorio Sartirana O.S.A., studioso dell’opera del fondatore dell’Ordine di Sant’Agostino, per rendersi conto di questa contemporaneità. Spiega Padre Vittorio: “Questa iniziativa nasce dalla stima per coloro, e non sono pochi, che hanno collaborato alla raccolta dei testi di Agostino sparsi in molte opere, e che così collegati seguendo la traccia della dottrina cristiana, ne approfondiscono e chiariscono molti aspetti con impressionante coerenza razionale. La maestria di Agostino si rivela nell’uso fedele del testo scritto della parola di Dio, vero centro motore della storia e aiuta a farne uso costruttivo e completo per la sua comprensione letterale e storica. Non solo, ma valorizza altresì le tradizionali interpretazioni allegoriche, simboliche e profetiche, che danno luce alla mente e forza al cuore nel meditare verità antiche e significati nuovi della redenzione di Cristo”.

Il volume presenta una sintesi della dottrina cristiana di Agostino ricavata dalle sue opere e formulata sul fondamento della Sacra Scrittura, proprio quel libro a cui il giovane retore, ancora troppo imbevuto di classicità romana e suggestionato dalla lettura dell’Hortensius di Cicerone, aveva prima approcciato e poi subito respinto perché ai suoi occhi ancora troppo rozzo. Doveva ancora accadere l’incontro con “quidam Platonicorum libri” e con le prediche di Ambrogio vescovo di Milano perché il giovane Agostino intuisse l’esistenza di realtà puramente spirituali  e scoprisse l’interpretazione allegorica: il suo orgoglio lo aveva fatto cadere nell’errore manicheo, non parentesi esotica ma tappa di un preciso cammino. Questo perché Agostino non si accontentava di risposte superficiali, esigeva e cercava la verità nella consapevolezza che verità e felicità sono la stessa cosa. Si può essere felici, l’imperativo che Agostino cerca di realizzare e il cui compimento è in Cristo, l’Uomo Nuovo. Nelle settecento pagine dell’opera di Padre Vittorio Sartirana abbiamo un valido aiuto alla personale ricerca della Verità che ognuno di noi deve compiere avvalendosi, noi davvero “nani sulle spalle di giganti” per usare una famosa espressione della Scuola di Chartres, della fatica esperienziale di un retore africano di nascita ma romano di formazione, che trova Cristo al culmine di una vita segnata da esperienze sì differenti ma comunque parti di un cammino che mai si è arrestato di fronte a risposte parziali o superficiali. L’intento dell’opera di Padre Sartirana è fornire di Agostino un quadro sistematico della dottrina cattolica attingendo al patrimonio rilevante delle sue opere. La versione italiana consente a moltissimi appassionati di accostare una iniziativa della BAC, editrice spagnola, che ha coinvolto numerosi specialisti di ogni settore della dottrina cattolica in una sintesi praticamente impossibile ad una sola persona. Otto i capitoli dell’opera: Introduzione alla teologia, Un solo Dio, Dio Creatore, Il Verbo del Padre, La Chiesa Corpo di Cristo, La Grazia di Cristo, I Sacramenti, I Novissimi per una grande illustrazione, approfondita e ragionata, della dottrina cristiana che parla a tutti gli uomini con brani delle opere di Agostino: il testo, spiega Padre Sartirana “sarà utile sopratutto a coloro a cui la lettura latina non consente la continuità del linguaggio familiare, con la comprensione della ricchezza retorica nei contrasti di parole, nell’uso del linguaggio metafisico, le opposizioni di pensiero che non lasciano scampo ad evasioni di comodo”. Perché con il pensiero di Agostino, sotto differenti aspetti, è opportuno fare i conti, sempre. All’Ipponate può essere ricondotto il concetto filosofico di volontà che si è affermato nel Basso Medioevo e l’idea di una filosofia della storia. Il concetto cartesiano del Cogito in qualche maniera può avere nell’opera di Agostino una sorta di antesignano mentre sicuramente, anche se non è stato il primo a parlarne in assoluto, ad Agostino è legato l’interpretazione di parole come segni… Spiega Padre Sartirana a proposito dell’attualità degli studi agostiniani: “Agostino con la sua esposizione della dottrina cattolica è stato in grado di fornirci le parole e i concetti per trasmettere in modo completo e universale il messaggio della parola di Dio. Prima di Agostino la parola di Dio ha subito la negazione della divinità di Cristo dell’arianesimo; con le sue opere ha fornito le ragioni contro i pelagiani che negavano la grazia soprannaturale; ha sostenuto la necessità delle opere contro i luterani, liberando l’io dalla disperazione con la forza della carità; contro Cartesio ha sostenuto la necessità della fede, sostituita dalla pura ragione; e contro il naturalismo di Rousseau la necessità della grazia, perché l’uomo non può salvarsi  con le sue forze; nel tempo di Comte, Hegel e Marx sostenendo la necessità della Chiesa, impedisce la disumanizzazione dell’uomo; nel tempo moderno salva l’uomo armonizzando la ragione (naturale) con la fede (ordine soprannaturale). Chi ha usato meglio gli scritti di Agostino, sono stati i Concili e i Papi, sopratutto gli ultimi”. Agostino tuttavia, e questo emerge nettamente dalla “Catechesi di Sant’Agostino” non è uno studioso confinato nel limite più o meno esteso dell’erudizione filosofica… egli ha vissuto in prima persona il dilemma del significato del male, di cosa sia la felicità, del rapporto fra uomo e Dio. Agostino ha vissuto nella propria carne e nel proprio animo il desiderio di verità e soprattutto la ricerca di una risposta alla domanda di senso della vita, domanda sempre eterna come sempre eterna e personale è la ricerca della Salvezza. Agostino è compagno di strada di ogni cercatore di Verità ed è pastore, un binomio che ancora oggi lo rende affascinante agli occhi di ognuno di noi. In questo sta la grande attualità di Agostino, come sottolinea Padre Vittorio Sartirana: “L’ attualità di Agostino oggi è lui stesso, le ragioni del vivere che espone vivendo intensamente, e  in modo affascinante, personalizzando lo stupore delle sue ricerche e delle sue conclusioni che non lasciano indifferente il lettore. Che diventa seguace, discepolo di una verità che non tramonta mai. Chiamiamolo tranquillamente un padre della civiltà occidentale. Riflettiamo: Era schierato contro la tortura dei prigionieri, contro la pena di morte dei malfattori, era schierato per il rispetto della pubblica autorità perché proveniente da Dio, auspicava che l’autorità pubblica consentisse il culto dell’unico e vero Dio, e che come Stato impedisse le violenze gratuite contro la Chiesa, che fa professione di non violenza”.

Antonello Sacchi

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