Messaggio del Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino

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Maggio 2020 in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

Cari amici,

ecco il Foglio Informativo degli eventi in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro per il mese di maggio 2020

Per gli orari e il programma della festa di S. Rita sarà data comunicazione appena possibile, in quanto l’attuale situazione di restrizioni sanitarie, a causa della pandemia, non consente al momento di stilare un programma. Raccomandiamo ai fedeli di S. Rita di attenersi alle decisioni governative, sperando di poter mettere in programma una giornata dedicata alla nostra santa nei prossimi mesi.

Buon mese mariano!

Madonna della cintura (olio su tela di Orazio Sammarchi)

Madonna della cintura (olio su tela di Orazio Sammarchi)

 

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1633 anni fa il battesimo di Sant’Agostino

Nella notte di Pasqua del 387, il 24 aprile, Ambrogio vescovo di Milano imparte il battesimo a Agostino. Alle 18.30 dal link sotto riportato è possibile seguire la S.Messa celebrata dal vescovo di Pavia mons. Corrado Sanguineti.

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Buona S. Pasqua!

Dal discorso 229/C di Sant’Agostino:

Mentre celebriamo questi giorni pasquali, noi per i quali Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato, i Giudei, nemici di questa manifestazione così piena di luce, vanno ancora dietro a certe prefigurazioni notturne e sognano ancora mentre il sole è già alto. Anch’essi infatti dicono di celebrare la Pasqua, ma mentre inseguono cocciutamente le ombre della verità, restano ciechi nella notte dell’errore. Ogni anno, secondo il rito dell’antica solennità, uccidono l’agnello, ma che cosa significasse quell’agnello, anche ora che Cristo è stato ucciso dai loro antenati, non lo vogliono riconoscere. Leggendone il racconto e non comprendendo che era una predizione, essi sentono il contenuto del racconto e non si accorgono che la predizione si è avverata. Hanno la Legge i Profeti, ma non vogliono riconoscere attraverso i Profeti che cosa la Legge prefigurasse nei riguardi della Pasqua. Secondo la prescrizione della Legge, il popolo si cibò con l’agnello ucciso; ma secondo la predizione del Profeta, era Cristo che come un agnello era condotto al macello. Quel che i primi Israeliti, liberati dall’Egitto, prefiguravano con la loro festività, i loro discendenti, soggiogati dal diavolo, lo compirono con la loro malvagità. Anch’essi celebravano questa stessa Pasqua quando uccisero il Cristo: con la verità discordava l’empietà, vi concordava invece la solennità; nel momento stesso che per loro cibo s’immolava l’agnello, dalle loro lingue e dai loro denti veniva ucciso il Cristo. Quel che, secondo la tradizione, esprimevano coi segni lo adempivano col delitto. Per cui Cristo medesimo, prefigurato nell’agnello, rivelatosi nell’uomo, uccise quelli così cibati e, ucciso, ora è nostro cibo. E ancora i nostri figli, ruttando con indigesta vanità quel vecchio fermento dei loro padri, menano vanto dei loro azzimi; e non capiscono che con quel cibo, impastato senza il fermento dell’antico, si voleva indicare quella vita nuova che, prefigurata nel Simbolo, si è realizzata in Cristo.

Noi invece, per i quali Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato celebriamo questa solennità non con il fermento vecchio della malvagità, come dice l’Apostolo, ma con azzimi di sincerità e verità. In questo modo quanto le antiche usanze preannunziavano come futuro la celebrazione cristiana lo esalta come adempiuto; e mentre vediamo i Giudei rimasti attaccati alle ombre, noi abbiamo la gioia di aver aderito alla luce.

Particolare dell’Arca di Sant’Agostino: Cristo glorioso

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Domenica delle Palme 2020

Cari amici, ci avviamo quest’anno, isolati, senza ulivi, alla  Domenica di Passione  che esprime il cuore della nostra fede. Le sequenze della Passione, testimoniata da Matteo, segnano la scelta della croce da parte del Dio uomo. Di fronte a questa lettura siamo sollecitati drammaticamente a guardarci dentro: Gesù liberamente accetta, soffrendolo fino all’angoscia, il tradimento degli amici, poi la salita al Golgotha, l’abbandono totale e la croce. Scrive Agostino:” Gesú si avviò verso il luogo dove sarebbe stato crocifisso, portandosi egli stesso la croce. Quale spettacolo!… Chi assiste a questo spettacolo con animo empio, non può che irridere il re che, invece dello scettro, porta la croce del suo supplizio; la pietà invece contempla il re che porta la croce alla quale egli sarà confitto, ma che dovrà essere poi collocata perfino sulla fronte dei re. Su di essa egli sarà disprezzato agli occhi degli empi, e in essa si glorieranno i cuori dei santi”. Dall’abbraccio della croce, dal dolore che contiene tutto il dolore, dall’amore che ad ogni uomo insegna la totalità dell’offerta di sé, nasce per noi la salvezza.

E con Michele:     “Salvaci tu, Signore, nel dolore, /  dona speranza nella devastazione. /    Oggi dobbiamo sentire la tua voce /    che ci  parli di risurrezione” /   Sia davvero Pasqua di Resurrezione per tutti noi!

Anna e Marco

Scarica il commento alle letture della Domenica delle Palme 2020

 

Particolare dell'Arca

Particolare dell’Arca

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