La XLIX Settimana Agostiniana Pavese

Si apre oggi con la concelebrazione eucaristica delle 18.30 presieduta dal vescovo di Pavia mons. Sanguineti e predicata dal vescovo emerito di Orvieto mons. Scanavino la 49esima edizione della Settimana Agostiniana Pavese, nel 1630esimo anniversario del battesimo di Agostino (24 aprile 387). Al termine dell’Eucarestia e fino al 24 aprile verrà esposto il corpo del santo.

Festa di Sant’Agostino 2016

 

“Quest’anno il tema della Settimana Agostiniana riguarda gli ultimi tre libri del “De Trinitate”, i più affascinanti. Infatti Agostino trova nelle facoltà dell’uomo le vestigia del mistero trinitario per avvicinarsi per quanto possibile a Dio” sottolinea il priore della comunità Agostiniana pavese Padre Antonio Baldoni che prosegue “La Lectio si svolgerà nell’Aula Magna dell’Università per ricordare la visita di Benedetto XVI a Pavia nel 2007. Il 21 sera, alle ore 21.00, il gruppo Cristo Uomo Nuovo proporrà una proposta in musica sulla figura di S. Agostino, eseguita per la prima volta: si tratta di una novità nel contesto della Settimana Agostiniana, la speranza è che possa attirare molti giovani.  Il 22, sempre alle 21,00, altra proposta musicale, questa volta classica, con la proposizione di mottetti seicenteschi. La Settimana si chiuderà il lunedì 24 con la festa della conversione di Agostino: al termine dell’Eucarestia presieduta dal vescovo Mons. Erminio De Scalzi, le reliquie saranno rimesse nel luogo consueto all’interno dell’altare del presbiterio. Durante la Settimana Agostiniana sarà possibile ammirare una mostra sulla visita a Pavia di Benedetto XVI, allestita nel chiostro del convento”.

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Al via la XLIX Settimana Agostiniana Pavese

Inizia domani con la S.Messa celebrata dal vescovo di Pavia mons. Corrado Sanguineti la Settimana Agostiniana Pavese organizzata dal Comitato Pavia Città di Sant’Agostino per commemorare l’anniversario del battesimo del Dottore della Chiesa (24 aprile 387).

Ecco il programma

Programma della Settimana Agostiniana Pavese

Programma della Settimana Agostiniana Pavese

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Buona S.Pasqua!

“Fratelli, quand’è che il Signore volle essere riconosciuto? All’atto dello spezzare il pane. È una certezza che abbiamo: quando spezziamo il pane riconosciamo il Signore. Non si fece riconoscere in altro gesto diverso da quello; e ciò per noi, che non lo avremmo visto in forma umana ma avremmo mangiato la sua carne. Sì, veramente, se tu – chiunque tu sia – sei nel novero dei fedeli, se non porti inutilmente il nome di cristiano, se non entri senza un perché nella chiesa, se hai appreso ad ascoltare la parola di Dio con timore e speranza, la frazione del pane sarà la tua consolazione. L’assenza del Signore non è assenza. Abbi fede, e colui che non vedi è con te” (Agostino, sermo 235).

Particolare dell’Arca di Sant’Agostino: Cristo glorioso

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Sabato Santo 2017

SABATO SANTO
Ore 8: Lodi
Ore 12.15: Ora Media
Ore 15-19: Confessioni
Ore 21: Solenne Veglia Pasquale e S. Messa della Risurrezione
DAI “SERMONI”DI SANT’AGOSTINO, VESCOVO (Serm. 215, 5)

Dio ama a tal punto da morire di amore per i peccatori!

Potrà sembrar poco questo, che Dio per gli uomini, il giusto per i peccatori, l’innocente per i colpevoli, il re per gli schiavi, il signore per i servi sia venuto rivestito della carne umana, sia stato visto sulla terra, abbia vissuto insieme con gli uomini (cf. Bar 3, 38); ma per di più fu crocifisso, morì e fu sepolto. Non credi? Chiedi forse quando sia successo? Ecco quando: Sotto Ponzio Pilato. Per precisartelo c’è anche il nome del giudice, perché tu non possa dubitare neanche del tempo. E allora credete che il Figlio di Dio fu crocifisso sotto Ponzio Pilato e fu sepolto. Ecco che nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici (Gv15, 13). Nessuno davvero? Proprio nessuno. È verità, lo ha detto Gesù stesso. Interroghiamo anche l’Apostolo; egli ci dice: Cristo morì per gli empi (Rm 5, 6). E poco dopo: Mentre eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo (Rm 5, 10). E allora in Cristo noi troviamo un amore ancora più grande, perché egli non ha dato la sua vita per degli amici, ma per i suoi nemici. Quanto grande è l’amore di Dio per gli uomini, quanta tenerezza, amare i peccatori fino a tal punto da morire per essi di amore! Egli dimostra il suo amore per noi, sono ancora parole dell’Apostolo, perché, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Rm 5, 8). Anche tu dunque credilo, e non vergognarti di confessarlo per la tua salvezza. Si crede infatti col cuore per ottenere la giustizia, e si confessa con la bocca per avere la salvezza (Rm 10, 10). Inoltre, perché non avessi dubbi, perché non avessi vergogna, quando cominciasti a credere ricevesti il segno di Cristo sulla fronte, che è come la sede del pudore. Ripensa che cosa hai in fronte, e non avrai paura della lingua altrui. Chi si vergognerà di me davanti agli uomini, dice il Signore stesso, anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui davanti agli angeli di Dio (Mc 8, 38). Non arrossire dunque per l’ignominia della croce che per te Dio stesso non ha esitato di accogliere. Ripeti con l’Apostolo: Per me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo (Gal 6, 14). E ti farà eco ancora lo stesso Apostolo: Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi, se non Gesù Cristo, e questi crocifisso (1 Cor 2, 2). Egli che da un sol popolo fu allora crocifisso, ora è fisso nel cuore di tutti quanti i popoli.

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Venerdì Santo 2017

VENERDI’ SANTO – Digiuno ed astinenza
​Commemorazione della morte del Signore
​Ore 8: Lodi
​Ore 12.17: Ora Media
​Ore 18.30: Celebrazione della Passione del Signore

DAL “COMMENTO AL VANGELO DI S. GIOVANNI” DI SANT’AGOSTINO, VESCOVO (In Io. Ev. tr. 117, 3)

Lo spettacolo della croce

Presero dunque Gesù, il quale, portandosi egli stesso la croce, si avviò verso il luogo detto Calvario, che in ebraico si dice Golgotha, dove lo crocifissero. Gesù si avviò verso il luogo dove sarebbe stato crocifisso, portandosi egli stesso la croce. Quale spettacolo! Grande ludibrio agli occhi degli empi, grande mistero a chi contempla con animo pio. Agli occhi degli empi è uno spettacolo terribile e umiliante, ma chi sa guardare con sentimenti di devozione, trova qui un grande sostegno per la sua fede. Chi assiste a questo spettacolo con animo empio, non può che irridere il re che, invece dello scettro, porta la croce del suo supplizio; la pietà invece contempla il re che porta la croce alla quale egli sarà confitto, ma che dovrà essere poi collocata perfino sulla fronte dei re. Su di essa egli sarà disprezzato agli occhi degli empi, e in essa si glorieranno i cuori dei santi. Paolo, infatti, dirà: Non accada mai che io mi glori d’altro che della croce del Signore Gesù Cristo (Gal 6, 14). Cristo esaltava la croce portandola sulle sue spalle, e la reggeva come un candelabro per la lucerna che deve ardere e non deve essere posta sotto il moggio (cf. Mt 5, 15). Dunque, portando egli stesso la croce, si avviò verso il luogo detto Calvario, che in ebraico si dice Golgotha. Qui lo crocifissero, e con lui due altri, di qua e di là, e Gesù nel mezzo (Gv 19, 17-18). Questi due, come apprendiamo dalla narrazione degli altri evangelisti, erano briganti. Cristo fu crocifisso insieme ad essi, anzi in mezzo ad essi (cf. Mt 27, 38; Mc 15, 27; Lc 23, 33), compiendosi così la profezia che aveva annunciato: Fu annoverato tra i malfattori (Is 53)

 

 

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Giovedì Santo 2017

GIOVEDI’’ SANTO
Istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio
Ore 8: Lodi
Ore 10: S. Messa crismale in Cattedrale
Ore18.30: S. Messa in Coena Domini
Ore 21: Adorazione Eucaristica

DAI “SERMONI”DI SANT’AGOSTINO, VESCOVO (Serm. 228/B, 2-5)

“O sacramento di pietà, o segno di unità, o vincolo di carità!” (In Io. Ev. tr. 26, 6, 13)

Cristo Signore nostro dunque, che nel patire offrì per noi quel che nel nascere aveva preso da noi, divenuto in eterno il più grande dei sacerdoti, dispose che si offrisse il sacrificio che voi vedete, cioè il suo corpo e il suo sangue. Infatti il suo corpo, squarciato dalla lancia, effuse acqua e sangue, con cui rimise i nostri peccati. Ricordando questa grazia, operando la vostra salute, che poi è Dio che la opera in voi (cf. Fil 2, 12-13), con timore e tremore accostatevi a partecipare di quest’altare. Riconoscete nel pane quello stesso corpo che pendette sulla croce, e nel calice quello stesso sangue che sgorgò dal suo fianco.

Prendete dunque e mangiate il corpo di Cristo, ora che anche voi siete diventati membra di Cristo nel corpo di Cristo; prendete e abbeveratevi col sangue di Cristo. Per non distaccarvi, mangiate quel che vi unisce; per non considerarvi da poco, bevete il vostro prezzo. Come questo, quando ne mangiate e bevete, si trasforma in voi, così anche voi vi trasformate nel corpo di Cristo, se vivete obbedienti e devoti. Egli infatti, già vicino alla sua passione, facendo la Pasqua con i suoi discepoli, preso il pane, lo benedisse dicendo: Questo è il mio corpo che sarà dato per voi (1 Cor 11, 24). Allo stesso modo, dopo averlo benedetto, diede il calice, dicendo: Questo è il mio sangue della nuova alleanza, che sarà versato per molti in remissione d ei peccati (Mt 26, 28). Questo già voi lo leggevate o lo ascoltavate dal Vangelo, ma non sapevate che questa Eucarestia è il Figlio stesso; ma adesso, col cuore purificato in una coscienza senza macchia e col corpo lavato con acqua monda (cf. Ebr 10, 22), avvicinatevi a lui e sarete illuminati, e i vostri volti non arrossiranno (Sal 33, 6). Perché se voi ricevete degnamente questa cosa che appartiene a quella nuova alleanza mediante la quale sperate l’eterna eredità. osservando il comandamento nuovo di amarvi scambievolmente (cf. Gv 13, 34), avrete in voi la vita. Vi cibate infatti di quella carne di cui la Vita stessa dichiara: Il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo (Gv 6, 51), e ancora: Se uno non mangia la mia carne e non beve il mio sangue, non avrà la vita in se stesso (Gv 6, 53).

Se dunque avrete in lui la vita, sarete con lui in una sola carne. Non è infatti che questo sacramento dia il corpo di Cristo per poi lasciarvene separati. E l’Apostolo ricorda che questo era già stato predetto nella santa Scrittura: I due formeranno una carne sola. Questo mistero è grande, soggiunge, lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa (Ef 5, 31-32). E in un altro passo, riguardo a questa medesima Eucarestia, dice: Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo (1 Cor 10, 17). Voi quindi cominciate a ricevere quel che già avete cominciato ad essere, purché non lo riceviate indegnamente, mangiando e bevendo la vostra condanna.

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Domenica delle Palme 2017

Cari amici,  la Domenica di Passione è un  passaggio vitale per chi crede. Dio da al suo inviato una lingua da iniziati perché sappia indirizzare allo sfiduciato una parola (Isaia), perché un popolo di sfiduciati ritrovi l’essenza del suo appartenere al Signore. Dio stesso si fa appartenenza per il suo popolo spogliando se stesso, divenendo uomo fino alla morte per amore degli uomini. Il paradosso della croce ci sorprende e ci sgomenta: questa via di Dio nella carne, nel sangue, nella morte ci attraversa senza mediazioni, ad uno ad uno, perché noi apparteniamo nella carne, nel sangue, nell’essere a Dio.

Particolare dell'Arca di Sant'Agostino: il giovane Agostino ascolta il vescovo Ambrogio

Particolare dell’Arca di Sant’Agostino: il giovane Agostino ascolta il vescovo Ambrogio

Scrive Michele

“dammi il profumo di Gerusalemme,

salvami dall’ora della nostalgia,

da quel sentiero scavato nel dolore

quando scopro nel profondo di uno sguardo

un vuoto immenso di malinconia”

E Agostino: “il Signore nostro in ciò che ha patito dai suoi nemici, si è degnato di offrirci un esempio di pazienza, affinché, se sarà sua volontà, non ci rifiutiamo di sopportare qualcosa per la testimonianza del Vangelo…Consegnato perché fosse crocifisso lui stesso portò la propria croce, diede una lezione di padronanza e mostrò, andando lui avanti, che cosa debba fare chi vuole seguirlo. Cosa che raccomandò anche a parole, dicendo: Chi mi ama prenda la sua croce e mi segua…”

Buona Pasqua, amici

Anna e Marco

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