I Domenica di Avvento 2018

Cari amici, la sapienza antica della Liturgia ci conduce, con il tempo d’Avvento, a riimparare, nella fretta dei nostri giorni, l’attesa, a nutrire, nella disillusione dei nostri giudizi, la speranza nella promessa di Dio che sarà, che è, nel Natale l’Emmanuele, il Dio con noi. Scrive Agostino: “la prossima venuta di Cristo è la nostra futura realtà. Dobbiamo dunque aspettare, finché venga, il Cristo che siede alla destra del Padre. Dica la nostra anima assetata di lui: Quando verrà? L’anima mia ha sete del Dio vivente: quando verrà? Tu desidera che venga: voglia il cielo che ti trovi preparato!” E con Michele:

I cuori pesanti nel giorno

si placano tardi la sera,

la veglia diviene preghiera

e attesa di un nuovo ritorno.

Domani ( o più tardi, chissà?)

qualcuno verrà a ricordarmi

l’amore che ho dato o che ho

lasciato nel tempo degli anni

Anche noi, come la comunità di Tessalonica, possiamo vivere una fede operosa, la fatica e la dolcezza della carità nell’attesa del Signore. Vivere l’amore “vicendevole e verso tutti” (Paolo) ci libera e ci permette di contagiare di speranza, di essere a nostra volta, pur nella nostra piccolezza, tramiti dell’amore di Dio. E l’esortazione di Paolo “cercate di agire sempre così” per restare accanto agli scoraggiati, ai disillusi, ai disperati che talvolta siamo noi, per comunicare con il rispetto, l’affetto e con la vita che la speranza è possibile passa attraverso le nostre mani, il nostro essere, per chi ci sta accanto, per i nostri amici e forse anche per i nostri nemici.

Buon avvento, amici

Anna e Marco

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In attesa del S. Natale

In attesa del S. Natale

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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