S. Messa in gregoriano domenica alle ore 18.30

In occasione della I domenica di Avvento, domani alle 18.30 verrà celebrata la S.Messa accompagnata liturgicamente dal canto gregoriano.

Spiega il maestro Renato Cadel, direttore della Schola Gregoriana Sancti Augustini composta anche da Cristian Bugnola, Sergio Ladu, Marcelo Marchetti, Simone Milesi, Nicolò Pasello: Ad te levavi animam meam: con lo sguardo rivolto verso l’alto comincia l’introito della prima domenica di Avvento, inizio dell’anno liturgico. L’Avvento non è solo una preparazione al tempo del Natale per far memoria del mistero dell’incarnazione, ma è soprattutto un richiamo escatologico alla venuta del Signore, come le letture di questa domenica e il testo del præfatio esprimono con chiarezza. Questo tempo liturgico custodisce le attese profonde e le speranze di ogni uomo, invitando tutti a confidare nell’amore di Dio che “darà alla terra il suo frutto”, come dice l’antifona di comunione.

Schola Gregoriana
La struttura modale stessa dell’introito vuole richiamare i fedeli alla venuta del Salvatore; il brano è infatti composto in ottavo modo, simbolo di perfezione secondo i teorici medievali, e che per simbologia numerica ricorda il giorno ottavo, ovvero il “giorno dopo il sabato” della resurrezione, il giorno dell’umanità nuova.

L’antifona Ad te levavi è l’introito che dà inizio al Graduale, il libro che contiene i canti per tutte le messe dell’anno, così come l’antifona Aspiciens a longe apre l’Antifonale, il libro dei canti per l’Ufficio. La grande A capolettera di queste due antifone è stata spesso decorata lungo i secoli con preziose miniature. Essa è simbolo di Cristo, Alpha e Omega, vero centro del canto liturgico. Cristo, Verbo incarnato di Dio, è la parola eterna che diviene udibile con voce umana. Similmente, il canto gregoriano è un’incarnazione sonora della Parola di Dio perché dà risonanza alle Scritture e, con uso sapiente dell’arte dei suoni, svela il senso intimo di queste, raccogliendo in sé il frutto della lectio divina. Scrive Agostino: «Colui che canta professa la fede nelle parole e nel canto esprime l’amore» (En. in Ps. 72). Qui cantat bis orat!

Il canto gregoriano, “canto proprio della liturgia romana” (Concilio Vaticano II) non è un patrimonio esclusivo della Chiesa cattolica. Diversi corali luterani derivano infatti da temi gregoriani, come ad esempio il corale Nun komm der Heiden Heiland, di cui oggi sono eseguite due versioni organistiche bachiane. Esso riprende, sia nella musica che nel testo, l’inno d’avvento Veni redemptor gentium.

A conclusione della celebrazione odierna, il canto del Salve Regina vuole essere una preghiera alla Vergine per questo tempo liturgico, perché la sete di chi attende possa essere saziata: post hoc exilium, ostende nobis Jesum benedictum fructum ventris tui

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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