Da oggi fino al 28 agosto esposte le reliquie di Sant’Agostino

Si apre questa sera alle 18.30 con la concelebrazione della S.Messa presieduta dal vescovo di Lodi e presidente della Caritas Italiana, monsignor Giuseppe Merisi, la Festa di Sant’Agostino 2014, una festa “che vuole sottolineare il profondo legame fra il santo vescovo di Ippona e Pavia” come sottolinea Padre Mario Millardi, priore della comunità agostiniana pavese.

Apertura della grata che protegge l'urna con il corpo di Sant'Agostino

Apertura della grata che protegge l’urna con il corpo di Sant’Agostino

Al termine della S.Messa il corpo di Sant’Agostino verrà esposto alla devozione dei fedeli. S. Agostino riposa nella Basilica pavese di San Pietro in Ciel d’Oro fin nel 725 (circa) per volere del re longobardo Liutprando che riscattò il corpo portandolo via dalla Sardegna dove era stato portato dalla sua prima sepoltura in Africa nella Basilica di Ippona. La cassa di argento di origine longobarda, fatta costruire per proteggere le reliquie, venne nascosta nel corso dei secoli per impedire eventuali furti sacrileghi durante le invasioni o i saccheggi che la città ha subito.

La cassa è stata ritrovata nel 1695 nella cripta di San Pietro in Ciel d’Oro con al suo interno i resti mortali del Santo Vescovo di Ippona avvolti in un drappo di colore rosso.

La grata che protegge l’urna è chiusa da quattro serrature distinte le cui chiavi sono custodite dal Priore degli Agostiniani, dal Vescovo di Pavia, dal Sindaco della città e dal Capitolo della Cattedrale.

La custodia affidata alle istituzioni religiose e cittadine ha un preciso significato: S. Agostino è patrimonio di fede e cultura vivo nelle componenti ecclesiali e sociali di Pavia e questo lo è da secoli. Un ulteriore stimolo a riscoprire con passione e metodo, e anche in questo Agostino ci è maestro, il tesoro di sapienza umana e spirituale che da secoli ospitiamo nella nostra città.

La custodia di ogni chiave ha un particolare significato. La chiave affidata al Priore agostiniano testimonia la secolare presenza dei Figli di S. Agostino, presenza che tanto ha giovato al patrimonio culturale dell’Europa e al bagaglio di sapienza umana e spirituale della Chiesa.

La chiave affidata al Vescovo è riconoscimento alla figura paterna del santo Vescovo di Ippona, dottore e pastore, elemento centrale nella dottrina e nell’evoluzione del pensiero cristiano.

Il fatto che il Sindaco di Pavia sia il custode della terza chiave è monito e esortazione alla società civile: la civitas è in costante equilibrio e contatto con la Civitas Dei.

Infine ultimo custode di una chiave è il Capitolo della cattedrale: è il riconoscimento alla grande importanza che i canonici e le scuole canonicali hanno svolto nella conservazione e trasmissione della cultura nei secoli del Medioevo. Non dimentichiamo che i canonici seguivano la regola di S. Agostino.

Anche la semplice cerimonia con cui la grata è aperta dalle quattro chiavi sta ad indicare che più che mai S. Agostino è concittadino degli abitanti di Pavia e di ogni uomo impegnato, con retta coscienza, nella ricerca della Verità.

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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