S.Messa in canto gregoriano

La Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro gremita

La Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro gremita

Domenica 27 Aprile 2014 ore 18.30 nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, la S. Messa in canto gregoriano II Domenica di Pasqua, “In albis”.

La seconda domenica di Pasqua è chiamata In albis a ricordo dei primi tempi della Chiesa, quando il battesimo era amministrato unicamente nella notte di Pasqua: come simbolo della propria rinascita spirituale, i cristiani neofiti ricevevano una veste bianca da indossare lungo tutta la settimana successiva. Terminati gli otto giorni della festa pasquale, il fedele deponeva la veste bianca (albis depositis), iniziando così una nuova vita, scrive il maestro Renato Cadel.

Al candore di questa “infanzia spirituale” fa riferimento l’antifona di introito: Come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale. Anche la sola melodia, nella sua semplicità, esprime un clima sereno di freschezza infantile. I brani successivi, invece, cantano i racconti della risurrezione di Cristo. L’offertorium rievoca l’apparizione dell’angelo alle donne al sepolcro, mentre il versetto alleluiatico e il communio riportano il racconto giovanneo dell’apparizione di Gesù a Tommaso e agli altri apostoli otto giorni dopo la sua risurrezione – ovvero il Vangelo proclamato in questa celebrazione. L’esortazione di Gesù all’apostolo incredulo risuona pertanto come un invito a una fede sempre più adulta e matura, mostrando così la via ai neo-battezzati paragonati nell’introito a degli infanti.

Caratteristica inconfondibile delle antifone del tempo pasquale sono gli alleuia inseriti in tutti i brani. Essi sono chiara espressione della gioia pasquale, pertanto presentano spesso delle melodie molto ornate, come ad esempio alla fine del Regina coeli in tono solenne (versione ornata della melodia più semplice comunemente nota). Lo stesso S. Agostino parla del tempo pasquale come del tempo dell’alleluia e dice: «con questa parola ci esortiamo vicendevolmente alla lode di Dio, uniti nel canto e nella comunione dei cuori. Nel tempo del nostro pellegrinaggio terreno, cantiamo l’alleluia come consolazione per essere fortificati lungo la via. L’alleluia che ora cantiamo è come il canto del viandante: noi infatti, nel percorrere questa strada faticosa, tendiamo al riposo nella patria celeste dove, liberi da tutti gli affanni, non resterà altro che l’alleluia» (Sermo 255).

La Schola Gregoriana Sancti Augustini diretta da Renato Cadel canterà la s.messa in gregoriano. La Schola è composta da Renato Cadel solista e direttore, Nicolò Pasello solista, Donato Di Croce e Paolo Tormene.

Isaia Ravelli suonerà all’Organo Lingiardi della Basilica da solista prima e dopo la messa, come introduzione ed espressione di gioia pasquale. Spiega il maestro Cadel: “Con questa scelta, vogliamo sottolineare la vicinanza musicale e spirituale tra il canto gregoriano e la più raffinata arte organistica quale quella di Bach”

La S.Messa in canto gregoriano del 27 aprile

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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