Il libro VIII delle Confessioni

Statua di Sant'Agostino all'interno della Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro

Statua di Sant'Agostino all'interno della Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro

Oggi a Chiavari, nell’ambito della “XIV Settimana della Cultura” verranno lette le Confessioni di Agostino e in particolare il libro VIII a cui Fabio Gasti, docente di Storia della Lingua Latina all’Università di Pavia e membro del Comitato Pavia Città di Sant’Agostino, ha dedicato una sua recente pubblicazione edita da Marsilio.

Professor Gasti, perché secondo lei Agostino ha sentito la necessità di inserire nel libro VIII storie di conversioni per arrivare poi a raccontare la sua?

Io ho un’idea a questo proposito. Raccontare le conversioni è un tratto della personalità di intellettuale di Agostino. Se oggi Agostino fosse vivo sarebbe un professore di eloquenza, cioè insegnerebbe letteratura. Era il suo mestiere. Agostino è sempre un maestro di eloquenza e li si vede in tutti i suoi testi. Non si può confinarlo in un dominio teologico-filosofico ecclesiastico che impedisce a molti scrittori oggi di apprezzarlo. Ha una personalità in letteratura paragonabile a Cicerone e a Tacito. A prescindere dai contenuti non si può studiare la letteratura latina senza aver letto Agostino. Questo volume dimostra questa tendenza di Agostino a essere un letterato: i racconti delle conversioni sono pezzi di bravura perché hanno richiami testuali fra uno e l’altro, ad esempio la presenza di un libro: la conversione è sempre innescata da un testo. Il libro VIII è un continuo oscillare fra parti introspettive e obiettive, soggettività e narrazione oggettiva. Questo obbedisce a un disegno letterario. Al di là dei contenuti teologici qui Agostino dimostra di essere un grande scrittore.

Leggi l’intervista completa a Fabio Gasti

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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