V Domenica di Quaresima 2011

Agostino risana gli infermi

Agostino risana gli infermi

Cari amici,
il vangelo ci propone nella sua pienezza la figura del Cristo: uomo nell’amicizia, nel dolore per la morte di Lazzaro, Dio nella potenza della parola e dello Spirito. Il figlio di Dio ama i suoi amici come noi li amiamo, piange Lazzaro come noi piangiamo quelli che abbiamo perduto.

Come appartiene alla nostra vita questa sequenza: la morte, la tristezza, il pianto, il non avere risposte, il vuoto.
E con le parole di Michele:
“Siamo qui
quasi incerti, da sempre nell’attesa…
e
“Se tu fossi stato qui…L’ansia che anima
l’anima attende un barlume di luce
dal fondo della notte”

E con Agostino: “Chi crede in me – egli dice – anche se è morto nel corpo,
vivrà nell’anima, finché anche il corpo risorgerà per non più morire.
Cioè: chi crede in me, anche se morirà vivrà. E chiunque vive nel corpo e
crede in me, anche se temporaneamente muore per la morte del corpo, non
morirà in eterno per la vita dello spirito. Credi dunque, e anche se sei
morto, vivrai; se non credi, sei morto anche se vivi…”

Gesù grida Lazzaro vieni fuori e Lazzaro, avvolto nel sudario, esce vivo
dalla tomba, ritorna alla comunione con i suoi, con il Signore. Ma c’è
anche un’altra morte in agguato che è la lontananza o il rifiuto di Dio:
Il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa
della riconciliazione (Paolo).

Il peccato è causa di morte, la riconciliazione è il ritorno alla vita. Ed è questo il disegno di Dio sull’uomo sua creatura: la riconciliazione totale con Lui in una comunione
vitale in cui la morte fisica non è che un passaggio perché Dio in Cristo
ha vinto ogni morte

Buona Domenica
Anna e Marco

Foglio della V Domenica di Quaresima

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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