A Manila il capitolo generale intermedio

Il priore generale Robert Prevost con il priore provinciale d'Italia Gianfranco Casagrande

Il priore generale Robert Prevost con il priore provinciale d'Italia Gianfranco Casagrande

Padre Giustino Casciano, priore della comunità agostiniana di san Pietro in Ciel d’Oro, è in questi giorni a Manila, nelle Filippine, per partecipare ai lavori del Capitolo Generale mediano dell’Ordine di sant’Agostino. È la prima volta che l’Ordine di sant’Agostino riunisce il Capitolo generale in Asia. Ricorda il padre generale Robert Prevost “E’ un fatto molto noto che gli Agostiniani sono stati i primi missionari nelle Filippine. Fra Andrea de Urdaneta – famoso per la sua abilità di navigatore – fu il primo agostiniano a raggiungere le Isole Filippine, ed ebbe anche successo nello scoprire la rotta di ritorno per i naviganti dalle coste dell’Asia all’America“.

Gli Agostiniani diedero un contributo significativo alla promozione della giustizia e riconobbero l’importanza di difendere i diritti umani come una parte essenziale del loro ruolo di missionari: “P. Martìn de Rada è stato insignito del titolo di “Difensore dei Nativi” perchè era un ardente promotore di giustizia, denunciando gli abusi commessi dalle autorità spagnole locali al Re di Spagna, Filippo II“. A ottobre verranno festeggiati i 25 anni di presenza dell’Ordine in Corea. Spiega il generale: “Oggi l’Ordine è presente nelle Filippine, in Giappone e Corea, in Indonesia e India. La Provincia di Australia ha accolto la sfida di formare dei giovani provenienti dal Vietnam con lo scopo di fondare prima o poi una nuova missione nella loro patria. Un religioso della Provincia d’Australia sta lavorando in Tailandia e c’è la possibilità, poiché Bangok in Asia è un centro internazionale per la presenza delle Nazioni Unite, per la creazione di una futura presenza dell’Ordine. Al presente ci sono due agostiniani in Cina. In realtà, però, la presenza dell’Ordine in Asia è molto piccola. Mentre abbiamo una presenza in crescita in parecchi dei paesi menzionati, soprattutto nelle Filippine, in Indonesia e India, eccetto il paese che ci ospita, siamo molto lontani da ciò che potremmo potenzialmente fare in Asia“.

Il priore generale spiega il perché di questa scelta coraggiosa per un ordine che conta circa il 40% dei membri in Europa benché le aree in cui sperimenti la crescita maggiore siano altrove. “Questo Capitolo ci offre la grande opportunità di ascoltare la chiamata a rinnovare lo spirito missionario della nostra tradizione agostiniana. Le sfide del mondo di oggi richiedono nuove risposte e noi siamo qui per chiederci come possiamo proporre il dono della nostra spiritualità di comunione a servizio del popolo di Dio. Un grande apprezzamento della dimensione internazionale dell’Ordine fornirà i mezzi per rispondere alle sfide con cui ci confrontiamo. Il rinnovamento della nostra consacrazione religiosa e della nostra vita fraterna, che sono profetiche in se stesse, possono offrire una vibrante testimonianza al Vangelo, non importa dove viviamo”.

Un religioso della Provincia Irlandese è andato a Cuba all’età di 78 anni, e il suo esempio è di grande valore. Le Province di Australia e Inghilterra-Scozia hanno fatto un sacrificio significativo inviando alcuni membri giovani in Corea per fondarvi una missione dell’Ordine. “Tutto ciò richiede sacrificio, ma se facciamo scelte difficili, possiamo fare la differenza”.

Nelle parole di padre Robert Prevost la gioia di riscoprire nella nostra vita il senso della costante ricerca di Dio da parte di Agostino: “Continua a camminare, a muoverti in avanti.” La missione deve ancora essere compiuta.

Antonello Sacchi

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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