Il cardinale Angelo Comastri celebra la memoria di Agostino

Il cardinale Angelo Comastri durante l'omelia

Il cardinale Angelo Comastri ha affrontato nel corso dell’omelia in san Pietro in Ciel d’Oro alcuni argomenti di grande delicatezza e importanza usando parole che hanno colpito i presenti. Ripercorriamo i concetti salienti espressi dall’arciprete della patriarcale basilica di san Pietro in Vaticano, figlio spirituale di Madre Teresa.

I Santi e il successo

Un tempo i modelli da tutti coralmente riconosciuti erano i Santi. Oggi le cose sono cambiate: restano ancora le feste patronali, restano i santi protettori, resta ancora l’architettura esterna della devozione ma disgraziatamente si è svuotata: cioè, non incide più sulla vita. Infatti i modelli a cui oggi guarda la gente non sono più i Santi ma le persone di successo. Il successo, in qualsiasi forma ottenuto, oggi purtroppo accredita le persone per essere modelli ai quali tutti guardano con ammirazione. Questa situazione è estremamente pericolosa: se i modelli ai quali si guarda sono sbagliati e devianti, ne derivano comportamenti sbagliati e deviati. E così lentamente il livello morale della società si abbassa fino al fango e le persone, quasi inavvertitamente, si ritrovano sporche e senza valori e senza ideali: esattamente quanto sta accadendo!”.

La mamma

Desidero esprimere tutta la mia ammirazione e la mia gratitudine alla mamma di sant’Agostino, cioè a santa Monica. Agostino è inspiegabile senza la mamma Monica: la mamma infatti l’ha generato due volte… e questa è la missione di ogni mamma. Georges Clémenceau, statista e scrittore inquieto e ribelle, ebbe tuttavia l’onestà di dire: ‘i popoli si formano sulle ginocchia delle madri’. È verissimo: la prima fondamentale educazione si riceve in casa; e nella casa la mamma è colei che modella il cuore dei figli dando i primi orientamenti in bene o in male. Oggi abbiamo tanti giovani simili a sant’Agostino nello sbandamento… ma abbiamo poche mamme… come Monica: è la tragica povertà di questo momento”.

Le catene di Agostino e i giovani

Sant’Agostino, come tutti sappiamo, visse una giovinezza disordinata, dando sfogo al capriccio, all’orgoglio, all’egoismo. È necessario fare un’importante precisazione: anche quando camminava nel fango, Agostino ha sempre conservato nel cuore un desiderio struggente di verità, un anelito verso l’Alto, un bisogno lacerante di dare un senso alla sua vita. Le parole con cui inizia le Confessioni sono la fotografia della sua anima e di ciò che egli ha provato: ‘Signore, ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto fino a quando non riposa in te’. Oggi purtroppo tanti, troppi, giovani non sentono più l’inquietudine interiore che mette in crisi e spinge a cercare un ideale che dia senso e valore alla vita. È il rischio di tanta nostra gioventù: vuota, frivola, incapace di pensare la vita come impegno, come missione, come responsabilità. Questo è un fatto gravissimo di cui purtroppo pochi se ne rendono conto”.

L’inquietudine dei giovani

La drammatica e meravigliosa avventura spirituale di Sant’Agostino ci dice che soltanto Dio può riempire il vuoto presente nell’anima di ogni uomo. Chiunque allontana l’uomo da Dio, lo allontana dalla felicità.

Pertanto l’inquietudine dei giovani non si cura moltiplicando i divertimenti bensì moltiplicando l’impegno educativo per condurli all’incontro con Dio attraverso l’esperienza della carità”.

La gioia

Madre Teresa ebbe a dire: ‘la gioia si trova solo uscendo dall’egoismo e spendendosi per fare del bene’. Agostino è autorevole testimone di questa verità. Infatti, quando trovò il Signore, trovò anche la gioia: perché Dio è il proprietario esclusivo della gioia. La meravigliosa esperienza di Agostino la ritroviamo nei convertiti di tutti i tempi: in Charles de Foucauld, in Paul Claudel, in Giovanni Papini, in Julien Green e in tutti coloro che, dopo aver provato il buio, hanno trovato la luce. Agostino dal cielo ottenga per i giovani un raggio di luce che permetta di veder la giusta segnaletica della felicità

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Giornalista, blogger, autore televisivo. Autore di Sant'Agostino a Pavia - Le reliquie ritrovate, il pellegrinaggio .
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