Gli avvenimenti in Basilica nel mese di giugno 2012

La Basilica di San Pietro in Ciel d'Oro

La Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro

Cari amici,

nel ringraziarvi per la grande partecipazione alla Festa di Santa Rita, vi segnaliamo alcuni appuntamenti culturali, sottolineando innanzitutto che Domenica 10 Giugno, solennità del Corpo e del Sangue di Cristo si svolgerà alle ore 21 la processione cittadina con il S.mo Sacramento.

Gli appuntamenti culturali riguardano giovedì 7 Giugno ore 21 Concerto “Virgo singularis – La devozione alla Vergine nella musica italiana del ‘700”, inserito nella rassegna internazionale di musica antica “Pavia barocca” nell’ambito di “Pavia crocevia d’Europa: itinerari culturali e religiosi”. La partecipazione è a pagamento e il ricavato della serata sarà devoluto al “Progetto Haiti” della fondazione Terre des Hommes Italia onlus – gruppo Pavia.
Martedì 12 Giugno ore 21 Concerto dei Solisti di Pavia, guidati dal Maestro Enrico Dindo (ingresso gratuito).

Consulta il Foglio Infiormativo degli avvenimenti in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro nel mese di giugno 2012

 

 

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La missione agostiniana in Apurimac

Padre Marco Morasca

Padre Marco Morasca

Il cuore di Padre Marco racconta… Padre Marco Morasca OSA, religioso agostiniano e ora priore della comunità agostiniana di Latina, è stato missionario per 26 anni, dal 1977 al 2003, in Apurimac, una delle regioni delle Ande peruviane, uno degli angoli più isolati del continente peruviano.
Dice Padre Marco: “I primi Padri agostiniani partirono nel 1968 da Napoli e arrivarono in Apurimac dopo un mese. I Padri venivano da tutta Italia, fra loro monsignor Micheli, primo vescovo della missione“.
Padre Marco arriva nel 1976: la finalita’ era far nascere una Chiesa autoctona, non una copia della Chiesa italiana. Sottolinea il religioso agostiniano: “Non siamo andati in Apurimac per imporre il Vangelo ma per fare un’inculturazione, un innesto del Vangelo. Uno dei frutti di questa Missione è il Centro educativo “Sant’Agostino” bilingue, in italiano e castigliano, che dà titolo accademico valido anche in Italia. Questo è stato possibile anche grazie al dialogo con il Ministero degli esteri italiano“.
Padre Marco ha presentato domenica scorsa in Basilica il suo libro “Il cuore di Padre Marco racconta”. Oggi 31 maggio sarà a Genova, alla Parrocchia Consolazione, Via consolazione 1, 16121 Genova alle ore 18.30. Tutti sono invitati. L’incasso per la vendita del libro sarà devoluto alla missione in Apurimac.

Ascolta l’intervista di Padre Marco Morasca

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Festa di Santa Rita 2012, i numeri vincenti

I fedeli offrono fiori e ceri alla statua di santa Rita nel chiostro del Convento di San Pietro in Ciel d'Oro

I fedeli offrono fiori e ceri alla statua di santa Rita nel chiostro del Convento di San Pietro in Ciel d’Oro

Ecco l’elenco dei numeri collegati alla Lotteria:

Numeri vincenti S. Rita 2012

I premi potranno essere ritirati presso il Convento degli Agostiniani, in P.za S. Pietro in Ciel d’Oro, 1 a Pavia fino al 22 Giugno 2012.

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Festa di Santa Rita 2012, le parole di Padre Giustino

Padre Giustino Casciano accanto alla statua di Santa Rita

Padre Giustino Casciano accanto alla statua di Santa Rita

Il priore della comunità agostiniana di Pavia, Padre Giustino Casciano, ricorda che la Festa di Santa Rita 2012 è la sua ottava celebrazione di Santa Rita a Pavia: “Credo che più che vedere Santa Rita vestita da monaca, voi la vediate più vestita da moglie, da madre, da vedova… Santa Rita sembra volerci dire che se non salviamo la famiglia, il mondo potrebbe finire…“.

Occorre salvare l’amore fra marito e moglie, fra fidanzata e fidanzato, fra madre e figlio…”Santa Rita vuol dire a tutti noi che senza credere a Gesù la famiglia non puo salvarsi e senza la famiglia la società non può salvarsi“.

Una famiglia dove non c’è la preghiera non sta in piedi perché chi ci dà la forza di amare fino al sacreficio è il Signore. “Le gioie più grandi sono dentro casa: fuori puoi avere anche molto successo ma se poi quando chiudi la porta di casa non c’è una persona che ti vuol bene, la vita è sprecata“. Se non crediamo nella vita dopo la morte non è possibile vivere bene sulla Terra.

Conclude Padre Giustino: “La gioia è già possibile sulla terra, un pochino, e poi c’è la Vita ultraterrena. Vi prego fratelli, tornate a casa con il desiderio di vivere il Vangelo nella famiglia come Santa Rita ce l’ha insegnato con la sua vita“.

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Festa di Santa Rita 2012

I fedeli offrono fiori e ceri alla statua di santa Rita nel chiostro del Convento di San Pietro in Ciel d'Oro

I fedeli offrono fiori e ceri alla statua di santa Rita nel chiostro del Convento di San Pietro in Ciel d’Oro

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Santa Rita da Cascia, monaca agostiniana

Cappella di S. Rita da Cascia

Cappella di S. Rita da Cascia

Il 22 maggio in Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro verrà celebrata con particolare devozione la memoria liturgica di Santa Rita da Cascia. Le Ss. Messe sono alle ore: 7  8  9  10  11   16.30  17.30  18.30  20.30. La supplica viene fatta alle ore 12, mentre alle 21.30 c’è la Processione fino a P. za del Carmine, con la preghiera di ringraziamento a S. Rita.  Per tutto il giorno nel cortile del Convento si trovano le rose di S. Rita, la bancarella con i ricordini, la statua per accendere i ceri; in basilica si può partecipare alla S. Messa e accostarsi al Sacramento della Penitenza, mentre in Sacrestia si riceve la benedizione delle rose e degli oggetti e si può baciare la Reliquia di S. Rita.

Santa Rita nacque a Roccaporena (Cascia) verso il 1380. Secondo la tradizione era figlia unica e fin dall’adolescenza desiderò consacrarsi a Dio ma, per le insistenze dei genitori, fu data in sposa ad un giovane di buona volontà ma di carattere violento. Dopo l’assassinio del marito e la morte dei due figli, ebbe molto a soffrire per l’odio dei parenti che, con fortezza cristiana, riuscì a riappacificare. Vedova e sola, in pace con tutti, fu accolta nel monastero agostiniano di santa Maria Maddalena in Cascia. Visse per quarant’anni anni nell’umiltà e nella carità, nella preghiera e nella penitenza. Negli ultimi quindici anni della sua vita, portò sulla fronte il segno della sua profonda unione con Gesù crocifisso. Morì il 22 maggio 1457. Invocata come taumaturga di grazie, il suo corpo si venera nel santuario di Cascia, meta di continui pellegrinaggi. Beatificata da Urbano VIII nel 1627, venne canonizzata il 24 maggio 1900 da Leone XIII. E’ invocata come santa del perdono e paciera di Cristo.

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Festa dei santi Alipio e Possidio

La conversione di Agostino - particolare dell'Arca

La conversione di Agostino – particolare dell’Arca

Alipio, nativo del mio stesso paese e figlio di genitori colà eminenti, era più giovane di me, e infatti era stato alunno alla mia scuola nei primi tempi del mio insegnamento sia in patria, sia poi a Cartagine“.  (Confessioni, VI, 7.11)

Il 16 maggio la Chiesa fa memoria dei ss. Alipio e Possidio, amici e confratelli nell’episcopato di Agostino a cui il santo vescovo di Ippona era molto legato.
Alipio, “fratello del mio cuore” come è chiamato dal santo Dottore della Chiesa, è nativo dello stesso paese di Agostino: Tagaste (oggi Souk Ahras, Algeria), di cui diventa vescovo nel 394. “Con Agostino condivise gli errori della gioventù, la conversione, la vita religiosa  e l’apostolato. Con Agostino e Possidio partecipò ai Concili d’ Africa, figurando con loro anche nella famosa riunione avvenuta a Cartagine nel 411 tra cattolici e donatisti, tra i sei prescelti dai 266 vescovi cattolici, per parlare a nome di tutti“. Muore nello stesso anno di Agostino, nel 430.

Possidio, vescovo di Calama dal 397 al 437, anno della sua morte, è il primo biografo di Agostino, con il quale visse “in dolce familiarità per circa 40 anni“.

La tradizione iconografica, già in un affresco lateranense risalente al VI secolo, rappresenta sant’Agostino con un libro in mano, certo per esprimere la sua produzione letteraria, che tanto influenzò la mentalità e il pensiero cristiani, ma per esprimere anche il suo amore per i libri, per la lettura e la conoscenza della grande cultura precedente. Alla sua morte non lasciò nulla, racconta Possidio, ma “raccomandava sempre di conservare diligentemente per i posteri la biblioteca della chiesa con tutti i codici”, soprattutto quelli delle sue opere. In queste, sottolinea Possidio, Agostino è “sempre vivo” e giova a chi legge i suoi scritti, anche se, conclude, “io credo che abbiano potuto trarre più profitto dal suo contatto quelli che lo poterono vedere e ascoltare quando di persona parlava in chiesa, e soprattutto quelli che ebbero pratica della sua vita quotidiana fra la gente” (Vita Augustini, 31). Sì, anche per noi sarebbe stato bello poterlo sentire vivo. Ma è realmente vivo nei suoi scritti, è presente in noi e così vediamo anche la permanente vitalità della fede alla quale ha dato tutta la sua vita“.
S.S. Benedetto XVI, Udienza generale, mercoledì 20 febbraio 2008

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